18/10/2010

Basta! UN URLO CHE SQUARCIA IL SILENZIO

BASTA! Un urlo che squarcia il silenzio

codice isbn 978-88-96472-05-7

raccolta di poesia e prosa di Silvana Stremiz

Edizioni PensieriParole  Bassano del Grappa (VI) 2010 - Euro 14,00

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Ho letto con molta attenzione il libro di Silvana Stremiz, l’ho centellinato, ne ho sentito i brividi, li ho sfiorati e “immaginati”, fino a sentirmi avvolgere interamente da quel grido che ha squarciato non solo il silenzio dell’anima della protagonista, Anna, ma anche la mia. Credo che l’autrice abbia avuto un grande coraggio ed una grande sensibilità a calarsi nei panni di una ragazzina di tredici anni, brutalmente violentata dallo zio e a raccontarla con la speranza che certe storie non succedano più. Purtroppo non è così e spesso il mostro, che si crede fuori dal nostro habitat, si nasconde invece proprio fra le mura domestiche, è storia recentissima l’orribile tragedia avvenuta in Puglia: ragazzina di 15 anni barbaramente massacrata dallo zio, non voglio addentrarmi nei particolari, però faccio una grande fatica a considerare questa persona un uomo, non ci riesco, per me è semplicemente una “bestia malata” e lo dico con profondo dolore. Chi compie un gesto simile, chi abusa dei bambini, chi li vuole “amare e possedere ” sono esseri fuori da ogni realtà, sono persone che hanno della vita e dell’amore un’idea distorta, ossessiva-compulsiva e sono mine vaganti, molto pericolose nella nostra società.  Ritornando alla nostra autrice, e al suo sofferto grido di dolore, voglio metterne in risalto la drammaticità, l’autentica denuncia morale e civile. Silvana si schiera apertamente dalla parte dei più deboli, non ha paura di dire come la pensa, non ha timore ad esternare rabbia e odio verso chi compie un atto così vigliacco e “sporco”. Non riesce a sentire pietà o perdono per i biechi orchi e sinceramente credo che il perdono sia una questione molto delicata e personale. Ognuno in cuor suo può comprendere e sentire…non mi pronuncio in merito. A parole forse è semplice farlo, ma perdonare chi ha rubato il sogno dell’infanzia, chi ha profanato il tempio dell’anima e del corpo innocente è una questione troppo delicata. Onestamente, nei panni di Anna, non so se avrei perdonato. Le cicatrici resteranno indelebili, la vita è già partita, purtroppo, in salita e servirà una grande forza per metabolizzare il calice amaro e continuare a vivere, a cercare di realizzare quel sogno d’amore a lungo carezzato nel cuore di fanciulla. Colpisce la frase di Anna come un macigno e non si può che rimanerne schiacciati, con una grande pena dentro:
Era come se mi avessero rubato le favole, tagliato la testa al Principe Azzurro, spaccato le gambe al cavallo bianco e, improvvisamente, perfino Biancaneve restava addormentata e Cenerentola rimaneva una serva.”

Il libro non si ferma qui, la denuncia continua il suo percorso, l’urlo di fa pensiero sincero, sensibile e umano, toccando un altro tema importante e molto attuale ai giorni nostri: l’eutanasia. Intensa e umanissima la lettera che Silvana scrive a Beppe Englaro, il padre della sfortunata Eluana, credo che tutti quanti conoscano purtroppo la sua triste storia. E l’autrice ci espone con estrema pacatezza il suo parere, condanna la strumentalizzazione, e rivendica il diritto alla libertà per ognuno, aprendo una porta verso la frontiera del testamento biologico che a mio parere oggi è una realtà da affrontare con estrema onestà e senza alcuna ipocrisia. Ci sarebbe molto altro da dire su questo tema, mi fermo qui, concludo con le parole di Silvana:
Se abbiamo la libertà di poter disporre liberamente della nostra vita, dovremmo avere la medesima libertà di poter disporre anche della nostra morte.”
E ancora alcuni versi, rivolti a Eluana, che mi hanno colpito:
Sul tuo corpo sono passati gli anni, scrivendo capitoli di dolore. Ora finalmente libera di volare via…da ogni polemica e dolore.
Questo libro è un forte e profondo concentrato di vita, ci sono racconti veri, poesie profonde ed emozionanti, sfoghi aperti che l’autrice rivolge alla madre, ai propri figli, pensieri semplici e consigli, grondanti d’amore e di una grande forza, la forza che solo un cuore consapevole e aperto riesce a donare. Mi ha emozionato la lettera che rivolge a suo figlio e che affronta il problema della fede e di Dio, ne riporto alcune frasi:
“Oggi m’interrogo, lo cerco, spesso senza trovarlo…altre volte lo vedo nei tuoi occhi e in quello dei tuoi fratelli.”  E ancora:
In fondo al cuore e alla tua anima, se vorrai, troverai scritto: amore, tolleranza, rispetto, fratellanza, compassione, pazienza e molto altro. Questi sono i Comandamenti del cuore, figlio mio, quelli che ogni essere umano dovrebbe rispettare. A te, figlio mio. Il buonsenso e l’uso della ragione. Ma non usare mai la fede o Dio come qualcosa di comodo da tirare fuori all’occorrenza. Se puoi, credici col cuore, ma mai per pura comodità. La mamma.”

Ringrazio con affetto Silvana per avermi dato l’occasione di entrare nel suo cuore, la ringrazio per la stima e la fiducia, e consiglio voi, cari amici di leggere questo libro, ne sarete toccati dentro e ne uscirete umanamente più ricchi. Grazie per la gentile attenzione.

Roberta Bagnoli

29/07/2010

Schiavi degli Dei

Biagio copertina.jpgSchiavi degli Dei di Biagio Russo
Drakon Edizioni
Codice isbn 978-88-904847-0-4

Recensione Schiavi degli Dei


Quando prendiamo in mano un libro, a secondo del tipo di libro che leggiamo, prendiamo in mano la mente dell’autore la sua la fantasia o semplicemente la sua conoscenza.
Se scegliamo un poeta viaggiamo fra le pareti della sua anima, se scegliamo uno storico attraversiamo la conoscenza, se leggiamo un libro di Fantasia prendiamo il volo in un mondo fantastico, di una mente geniale di chi sa creare con la fantasia un mondo magico.
Se invece leggiamo "Schiavi degli Dei " di Biagio Russo attraversiamo la conoscenza, la saggezza di una mente geniale capace, che ha saputo mettere insieme nozioni storiche con profondità d’animo e razionalità donandoci la possibilità di sapere, di condividere antiche conoscenze mettendo in discussione antichi scritti della Bibbia sul quando e il perché di miti e leggende.
Ci troviamo ad indagare insieme all’autore sulle origini dell’uomo. Viaggiamo attraverso la scienza e la filosofia , il tempo la storia e la letteratura alla ricerca della verità sulle origini del genere umano. Se troviamo il coraggio di liberare la mente da molti antichi “credo” scontati ed aprirla verso la conoscenza ci troveremo illuminati verso una nuova realtà fatta di domande e risposte...
Un libro per tutti ma non tutti siamo pronti alla verità.

Silvana Stremiz

Basta ! Un Urlo Che Squarcia il Silenzio

20100524-b9bwmxxwm77rhbtpbbdxxnn9iy.pngPrefazione di Marzia Carocci


In un mondo distratto, privo di valori, dove l’individuo si concentra sull’edonismo, sulla materialità, sulla superficialità e l’indifferenza, ci sono scrittori attenti, che invece puntano il pensiero sull’essenzialità, sulla realtà, sulle piaghe del nostro vivere quotidiano, quel vivere occulto, nascosto, celato e drammaticamente presente.
La poetessa- scrittrice Silvana Stremiz, fa parte di quel genere di autori che sanno osservare e denunciare sottolineando con il cuore e la sensibilità di chi non si nasconde dietro false retoriche, mettendo il lettore a conoscenza di fatti e vicende dolorose dei giorni nostri; pedofilia, violenza sulle donne, dilemmi sulle coscienze come la storia tristemente famosa di Eluana Englaro .
Fatti che scuotono le coscienze, facendoci spesso sentire limitati e impotenti, spettatori d’un vuoto esistenziale.
L’autrice è un’attenta e sofisticata penna che si destra con sapienza fra narrativa e poesia, passando da il linguaggio e il ritmo musicale delle sue liriche al tono perentorio dei suoi racconti dai quali, scaturiscono immagini crude, canti sofferti dell’anima, dove il lettore viene travolto percependo quanto l’essere umano possa essere capace di tanta nefandezza.
Silvana Stremiz, ha la capacità e l’estrosità di sapere materializzare la propria introspezione, il proprio disagio, rendendo “visibile” il pensiero, la rabbia, il diniego verso qualsiasi violenza.
Leggendo questo libro, per altro scritto con fluidità e capacità lessicale, si ha quasi la sensazione di udire la voce dell’autrice stessa che, con tono diretto, ci rende testimoni di eventi che aprono uno squarcio su una parte di società, quella società fatta di sopraffazioni, di silenzi, di umiliazioni e omertà.
Un libro che è denuncia, ribellione, voglia di gridare “BASTA!”, e Silvana lo dice a chiare lettere, tanto da darne il titolo al libro stesso.
Fra queste pagine però, fiorisce un fiore; sono le poesie, dipinti di parole, ritmi e metriche, suoni di verità, di pianto e dolore, poesie di canto ai figli, e sono queste poesie che sanno di buono, d’amore, di mamma.
Versi che ci fanno comprendere di quanti risvolti ha la vita stessa, la vita con i suoi colori, le sue ombre, gli incubi profondi e i grandi sogni rosa che ci aprono alle speranze, alla luce in un domani che vorremmo certamente migliore!

03/05/2010

Sospiri Condivisi di Silvana Stremiz

copertina-sospiri-condivisi-PensieriParole.jpgLa fantasia e il desiderio, sono chiavi che liberano l'anima dalle sue prigioni.
L'anima liberata ci porta in una dimensione magica, lontana dal razionale pensiero e dalla fredda ragione.

"Ascoltando" questo libro, si sentono pizzicare le corde del cuore, dalle delicate dita di Eros: ne scaturisce una melodia leggera, soave, che andando ad insinuarsi nel profondo, farà vibrare la femminilità di ognuno di noi, dando vita al desiderio.
Desiderio, attrazione, piacere: tutto questo nasce da Eros, da Amore. Tutto questo è Magia.

"Sospiri Condivisi" porta a sentire l'espressione della nostra anima, invitandoci a seguirla attraverso i labirinti dei sensi. Lì dentro ci perderemo, per ritrovare noi stessi...
Perché noi siamo ciò che sentiamo. Siamo le nostre emozioni più profonde, spontanee, e vere; siamo ciò che l'occhio altrui non può vedere, se non ha mai condiviso i nostri sospiri...

Di brano in brano, ci si addentra nel fuoco rigeneratore della passione, in quel sentimento unico, travolgente e miracoloso che è l'Amore.
In ogni verso, troviamo una porta di accesso alle sensazioni. Aprendole, una dopo l'altra, troveremo il coraggio di osare. Osare senza timori: l'unico rischio che si corre è quello di venire rapiti dalle emozioni d'Amore.

Nella sensualità che aleggia tra le parole di Silvana Stremiz, non vi è nulla di proibito, tutto diventa passione morbida e avvolgente, che travolge i sensi e poi se ne va... lasciando il caldo profumo del suo passaggio, a riempire gli spazi tra due Innamorati. Essere sensuali significa comunicare attraverso i sensi, è un punto di contatto, uno scambio fra due persone molto più eloquente di qualunque discorso.

La nostra vita è un respiro dopo respiro, ma cosa sarebbe se non ci fossero anche tanti, tanti sospiri? Sospiri Condivisi, per nutrire la vita di sensazioni...
Silvana Stremiz, con le grandi capacità e sensibilità che le sono proprie, riesce a far volare le nostre anime, in quei luoghi che sanno di magia. Tra i "Sospiri Condivisi" vi è la libertà di esprimere la propria femminilità.

Un viaggio alla scoperta della sensualità, che si nutre di sensazioni e ci fa sentire nel profondo questo concetto inspiegabile.
In questo libro, troveremo la traduzione di un brivido...

Dalla prefazione di -- Barbara Brussa

11/03/2009

Come Fuoco Che Brucia

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Hai abbattuto ogni barriera
confondendo con la tua voglia
la mia mente.

Hai catturato il mio sguardo
che nel tuo si è perso.
La notte si è fatta
giorno fra le tue mani.

Ogni velo è calato
ogni mistero si è svelato.
Ciò che era solo parte di me
ora è parte di te.

Ti guardo,
tutto si confonde,
concreta è solo la voglia di te.

Si compongono emozioni
che tolgono il respiro,
si espandono dentro di noi
come fuoco che brucia.
copyright Silvana Stremiz

06/03/2009

Donna

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Donna

Compagna sensuale

e  affascinate

complice e intrigante

fedele e accattivante .

Diabolica e passionale

limpida e oscura.

mare calmo

 e onda che s’innalza.

Amore donato

cuore che si espande.

Dolce come il miele

acida come il limone

Fragile come il cristallo

Forte come la roccia.

Respiro che cerca

respiro che dona

Vita che genera vita .

Giorno che confonde

la notte.

Sole che riscalda

Ogni gelo

Fiammifero che accende

fuoco che brucia

acqua che spegne

Desiderio intrigante.

 

 

 

 

 

 

 

09/02/2009

Somme che non tornano

 

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Tiro le somme

i conti non tornano

cancello qualche errore

rifaccio i conti

ancora non quadrano.

Il dolori  restano,

i ricordi non perdonano

i “se” e “avrei “sommati

danno come risultato

di nuovo : “Avrebbe”.

 

 

copyright Silvana Stremiz

31/10/2008

Gomitoli Di Lana Rossa di Barbara Brussa



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Pensieri, desideri, intenzioni, azioni...

come gomitoli di lana rossa.
Così allegri, soffici e caldi, tanto che la tua mente già riesce ad immaginare lo stupendo maglioncino che, con essi, riuscirai a creare.

Lo desideri così intensamente, da passarci sopra le notti, per cercare di dare forma a quel gomitolo troppo grosso che ti ritrovi fra le mani.

Inizi bene, ci metti anima, cuore e corpo.
Con un po' di fatica arrivi a metà dell'opera ma, una sera di un giorno qualsiasi, lo riponi nel cesto, assieme ai ferri dai quali pende ancora quella metà di sogno che ti aveva dato l'input per partire alla grande.

Finisce che non lo riprenderai in mano mai più, quel sogno, dimenticandoti persino della sua esistenza.

Quante cose restano incompiute nella nostra vita?

Quante cose iniziano con grandi rincorse ed entusiasmo e poi finiscono nel dimenticatoio, al prospettarsi delle prime difficoltà?

Ci hai mai pensato a come potrebbe essere stata diversa la tua vita se avessi portato a termine alcuni di quei "lavori a maglia", iniziati con passione e poi abbandonati al loro destino?

Un giorno, quando sarai vecchio, e la nostalgia dei tempi passati la farà da padrona... andrai lentamente, con le tue gambe stanche e strascicanti, ad aprire la porta cigolante della tua soffitta dei ricordi... e lì, troverai tutte le opere incompiute della tua vita, impolverate ed ingrigite dal tempo.

Le osserverai, e ci vedrai ancora quei bei gomitoli di lana rossa che ti avevano fatto sognare un inverno caldo, e ti morderai le dita per non essere stato abbastanza determinato... o forse no.
Forse, è andata bene anche così.

Chissà cosa penserai, stringendo fra le dita quella metà di gomitolo rimasta...
Quella metà di gomitolo di lana rossa che ora senti bagnato... mentre perle di rugiada scorrono tra le rughe del tuo volto, veloci ed inarrestabili.

Come veloce ed inarrestabile è stata la tua gioventù...

Chissà a cosa penserai...

 

 

copyright Barbara Brussa

01/08/2008

Un Tempo Chiamato Vita

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UN TEMPO CHIAMATO VITA                              
di Silvana Stremiz

© 2008 Edizioni del Poggio  ISBN 978-88-89008-20-1

Pag. 111  € 12,00

"Il Libro "Un Tempo Chiamato Vita " Si è Classificato 1°  al concorso Internazionale di Narrativa e Poesia: " Insieme Nel Mondo", nella sezione Poesia Edita.

UN TEMPO CHIAMATO VITA

Recensione DI : Francesco Andrea Becca . “ Un Tempo chiamato Vita.” di Silvana Stremiz

Quando leggo un libro cerco sempre di isolarmi in quel mondo che i bambini chiamano “vorrei” e noi uomini chiamiamo “fantasia”. La fantasia aiuta a vivere un libro, a capirne i silenzi e quello che le parole a volte non riescono a descriverci perché non possono loro stesse conoscere la nostra intimità.


Ecco, questo mi ha trasmesso la lettura di questo libro di Silvana Stremiz; il riconoscermi tra le sue pagine. Il riconoscere un tempo che trascorrendo traccia il disegno anche della mia vita. E’ come ascoltare un saggio parente, un familiare che racconta di se e del mondo che vive, che descrive lo scorrere delle emozioni in quella grande famiglia. Che è la nostra famiglia.


E si provano tutte le sensazioni dell’anima, le emozioni o i misteri delle storie narrate.


E ascolto sorridenti nonni dispensare consigli e saggezza, vedo la luce dei sogni negli occhi delle ragazze innamorate, sento il profumo del mare che si apre, immenso, agli occhi dei bambini.


E sento la pena perenne del non trovare, sento il dolore pungente di una delusione e la sofferenza latente per il perduto. E sento chi trascina il rimpianto nel cuore, chi ha avuto paura e chi ha trovato il coraggio dentro di essa.


La speranza nell’abbraccio di un figlio. Ci sono cose che tutti ci portiamo nell’anima e non ricordiamo di averle in noi. E tante volte chiudiamo il cuore davanti alle domande e viviamo avvolti nella nebbia.


Poi un giorno ci fermiamo a leggere un libro e ci ritroviamo a essere stelle.
E splendiamo alte e visibili perché qualcuno ci ha regalato un cielo nascosto fra le pagine di un libro.

Un libro che racconta anche il nostro tempo. "Un tempo chiamato vita."

Francesco Andrea Becca



L'assurdo

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Appari e poi scompari,
nel buio delle notti,
nel sole di domani,
nella goccia del mio io,
nel profumo di un addio.
Appari e poi scompari
lasciando un seme al sole,
ardendo di passione,
lasciandomi poi morire.
Appari e poi scompari,
nelle frasi mai dette,
nelle gioie mai provate,
 nelle fredde giornate,
nel sussurro del vento,
nel mio cuore ti sento...

 

 

copyright Anna D'Urso

 

22/06/2008

Vivere Oltre

 

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Mute nuvole;

 

dirigono il tempo

 

 

Inquieta speranza;

 

respira faticosa nel cuore

 

 

Aspra malinconia;

 

svela la vetta  ai pensieri

 

 

Solitario ascendere;

 

del mio uomo al suo cielo

 

 

Segreto forziere;

 

si lascia violare

 

 

Impietoso  rimpianto;

 

appare per uccidere

 

 

Disperato assassino;

 

cerca i miei sogni

 

 

Amore e follia;

 

vorrei ancora miei fedeli sicari

 

 

 

Amore e follia;

 

per  vivere oltre

 

 

 

 

02/06/2008

Viviamo per sempre

 

 

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La morte ci strappa

con le radici dalla vita.

Non dai cuori

di chi ci ha amato.

 

Non dai ricordi di chi

ci ha vissuto.

 

Non dalle persone a cui

abbiamo lasciato

un pezzo di noi.

 

In quelle viviamo per sempre.

 

 

Rivoglio

 

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Rivoglio ...

Quel brivido intenso
che toglieva il fiato.
Mi lasciava senza respiro
per farmi respirare più forte.

Quella emozione pazzesca
che mi fermava il cuore.
Fino a non sentirlo più,
poi sentirlo ancor più forte.

Rivoglio... Te
Rivoglio.... Noi

copyright di Silvana Stremiz

08/05/2008

Vorrei

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Vorrei un giorno trovare il tuo sorriso
Vorrei un giorno sentire solo per me le tue parole
Vorrei stare ad ascoltare i tuoi silenzi
Vorrei trovarti perché con te imparerò a scrivere poesie
Vorrei trovarti perché sarebbe il ritrovare me stessa

Vorrei trovarti un giorno
Anche se avrai il nome di un altro uomo.

 

copyright Cristina Sanna

Si spensero le stelle

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Fu notte fonda.
Su di me
le gocce di te.

Si spensero
le stelle nel cielo,
sentii addosso il gelo.

Mai notte fu più lunga
L'anima gridò
la bocca non parlò.

Mi trasportasti
nelle viscere dell'inferno
strappandomi l'innocenza.

Tu mano amica,
uomo adulto, nemico
mano traditrice.

Gridai senza voce
Senti lacerarmi il cuore
Mi impedisti le parole.

Quanti sogni spezzati
Quanti principi trasformati.

Quanti notti pieno di incubi
sognando streghe e uomini neri.

Gridai aiuto nessuno senti
gridai mamma ma tutto tacque.

Scesero lacrime,
che nessuno asciugò.

Il silenzio consumò il tempo,
non il ricordo, non il dolore,
non la vergogna, neppure il tormento

 

 copyright di Silvana Stremiz

 
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